Vocalizzi sotto le lenzuola: quanto ne sappiamo?

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Quanto ne sappiamo di quelle che in inglese vengono tecnicamente chiamate Female Copulatory Vocalizations? La sessualità femminile è ancora e spesso trattata con scetticismo o superficialità (quando non arroganza), ma la mia impressione è che questo fenomeno dei vocalizzi venga ignorato perché ritenuto di scarso interesse. I vocalizzi femminili non sono però stati inventati da qualcuno ad un certo punto della Storia dell’umanità, ma sono piuttosto un fenomeno che è arrivato all’Homo Sapiens Sapiens attraverso un’evoluzione millenaria.

Da una parte, c’è chi sostiene che in quanto eredità dell’evoluzione, questi vocalizzi durante l’atto sessuale servano ancora a provocare inconsciamente l’eccitazione di altri maschi – non coinvolti nell’atto, ma presenti nei dintorni – che potrebbero udire questo “richiamo”, e che quindi questi vocalizzi rappresentino un residuo dell’istinto protettore di promiscuità del partner.
Un’altra teoria sostiene che, sebbene le donne emettano i vocalizzi anche prima, questi si intensificano in prossimità dell’orgasmo per segnalare al partner il momento più propizio alla fecondazione, cioè quello in cui la cervice si rilassa superato il culmine dell’eccitazione. Un’altra teoria, dunque, che prende in considerazione la natura riproduttiva, più meccanica del fenomeno.